Tutto ciò che trovate su questo blog è prodotto dell’ immaginazione, si declina ogni responsabilità su qualsiasi somiglianza con la realtà.

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Nessun babbano riceve mai una penna che scrive da sola o un mantello dell’invisibilità come regalo natalizio. D’altronde sarebbe del tutto inutile, essendo privi di qualsiasi potere magico, sarebbero in grado di usarli soltanto come semplici oggetti; vi immaginate avere una Firebolt per spazzare?! Invece,anche se sono privi di poteri, hanno dei bisogni come noi maghi. Per risolvere le loro necessità, hanno creato una vastissima ed eterogenea gamma di oggetti. Fra questi vorrei evidenziare gli uccelli metallici per trasportare persone e merci da una parte all’ altra del mondo, i parallelepipedi per la telepatia che permettono la condivisione di immagini e suoni (tranne sapori, odori ed esperienze tattili), luci di coltivo dotate di interruttore, accendini, eccetera. Invece anche se per loro il nostro mondo resta sconosciuto, sanno usufruire della generosità di svariate piante magiche. Utilizzano arnica per curare dolori articolari e muscolari, malva come antinfiammatorio, calendula (in particolare le donne) come antispasmodico, valeriana per insonnia e ansia e la canapa per tutte le cose più una.

Quest’ultima pianta, magica per eccellenza, i babbani la conoscono bene e sono in grado di ottenere svariati benefici. Si divide in due grandi gruppi: con-THC o con-CBD. Si trova assurdamente vietata in gran parte del loro mondo. In posti come quello a forma di stivale nel sud Europa, la prima è vietata, la seconda no. Parliamo un pochino di questo particolare popolo. Una gran fetta di loro (circa uno su cinque della popolazione adulta) si impegna a procurarsela. Le vie sono molteplici:

1- Possono trovarla facilmente in certe piazze davanti alle stazioni dei treni delle principali città. Anche se questa è la via più rapida, è rischiosa, non tanto per il divieto, dato che spesso le forze dell’ordine chiudono un occhio (o tutti e due), ma piuttosto per la sua dubbia qualità. Spesso si tratta di una qualsiasi altra pianta che le assomiglia oppure di cannabis light (legale) condite con sostanze chimiche pericolose quali il metadone o altri liquidi incolori utilizzati per terapie psichiatriche, del tutto indesiderabili per i consumatori di cannabis. In questa rete trovano spazio, come ultimo punto della catena di distribuzione, le persone più vulnerabili della loro società. In cima alla piramide si trovano le mafie, organizzazioni paragonabili a quella di Tu-Sai-Chi spesso immischiate nella stessa politica che detta il divieto.

2- Altro metodo utilizzato per procurarsela è piantarla a inizio primavera per poi raccoglierla in autunno. C’è chi lo fa nel proprio giardino, rischiando le denunce dei vicini o dei passanti e chi preferisce metterla in grandi vasi così in caso arrivasse qualcuno di poco affidabile, li può nascondere rapidamente in qualche stanza al fine di diminuire i rischi. Talvolta scelgono di piantarla in posti pubblici, nascosti degli altri babbani, per paura di essere denunciati o che sia qualcun altro a raccogliere i frutti del loro lavoro per primo. Farlo è abbastanza scomodo poiché prevede tante camminate e/o arrampicate fino al luogo dove si trovano le piante per togliere le erbacce, provvedere alle varie cure e annaffiare in caso di siccità. Nb: loro non sono in grado di far piovere a colpo di bacchetta, nè di volare sulla scopa!

3- Approfittando delle loro capacità per costruire oggetti, ne hanno creato diversi per munirsi della loro amata pianta. Senza bisogno di sole e senza badare alle stagioni dell’ anno, piantano nelle loro abitazioni in tende o armadi appositamente preparati. Questo metodo consiste nel selezionare uno spazio chiuso, munirlo di luci artificiali, filtri d’aria (per evitare gli odori) e altri aggeggi, mettere i vasi con i semi ed avere tutto sotto controllo: ore di luce e di buio, umidità, temperatura, fertilizzazione…  Spesso questo non si può fare per mancanza di accordi tra gli abitanti della casa. Sebbene gli attrezzi abbiano un costo, quello che per noi sarebbero svariati galeoni, riescono a produrli sempre più economici e duraturi. Questo procedimento ha soltanto poco più di mezzo secolo nonostante questa pianta venga utilizzata (è ben documentato) fin dall’inizio dei tempi.

4- Prenderla da un amico o conoscente che la produce. Ottimo metodo per chi ha le conoscenze giuste e tanti quattrini.

I metodi 2 e 3 gli permettono di scegliere la tipologia che ogni babbano gradisce di più e insieme al 4 non portano guadagno ai Mangiamorte del loro mondo.

Spesso quei fiori acquisiti illegalmente, vengono utilizzati per fini ricreativi, rilassarsi, ridere in compagnia, potenziare l’immaginazione. Chi si oppone alla legalizzazione di solito argomenta che la marijuana, per tanti giovani è un primo passo verso il mondo delle droghe più pesanti, anche se non c’è nessuna base scientifica, nè dato, nè esperienza di altri luoghi dove sia avvenuta la legalizzazione, che gli dia ragione. Restano fermi nella loro superstizione. Queste persone, difficilmente hanno lo stesso pensiero rispetto all’ alcool (legale e di gran lunga apprezzato), non ho mai sentito dire loro che chi beve una birra sta aprendo una porta alle dipendenze e alle droghe più pesanti come la grappa o la vodka. Miopi di mente li considero.

Per il momento vi saluto e brindo con voi con una fresca, legale e canalchimica, burrobirra!

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